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Come scrivere l’Autorizzazione al Trattamento dei dati personali nel cv (GDPR 2019)

  • Posted by: Paolo
trattamento dati sul cv col GDPR

Come si scrive l’Autorizzazione al Trattamento dei dati personali nel cv? Quando va inserita e perché? È cambiata recentemente?

Nel corso del 2018 sono state aggiornate le regole per la protezione dei dati personali con il D.Lgs. 101/2018, che ha accolto la direttiva europa GDPR (General Data Protection Regulation).

 

PERCHÈ BISOGNA INSERIRE LA FRASE DEL TRATTAMENTO DATI PERSONALI

Inserire l’Autorizzazione al Trattamento dei dati personali nel proprio Curriculum Vitae è necessario per autorizzare chi riceve il CV (il datore di lavoro o i responsabili Risorse Umane) al trattamento dei propri dati ai fini dell’analisi della candidatura, della presa in carico e archiviazione del cv, e delle successive operazioni (es. primo contatto, intervista, colloquio).

Inserire tale frase non è specificamente obbligatorio, tuttavia è come se lo fosse perché quando assente rende il curriculum praticamente inservibile. Come consegnare all’azienda un foglio in bianco!

Questo perché l’Unione Europea, e di conseguenza i paesi membri, ha introdotto delle rigide regole per chi riceve i dati privati di comuni cittadini (basti pensare che in un cv si trovano email, indirizzo di casa, telefono, esperienze personali).

È stato così introdotto il regolamento europeo GDPR – il Regolamento Generale sulla Protezione Dati – oggi in vigore in tutti i paesi della UE dal 25 maggio 2018 (in inglese General Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento UE n. 2016/679).

Grazie a questa autorizzazione il datore di lavoro può usare i dati presenti nel cv (es. nome, cognome, email, contatto telefonico ecc.) per procedere con le fasi successive della selezione oppure può conservarli in vista di future ricerche di lavoro.

 

TRATTAMENTO DEI DATI: LE FRASI CORRETTE DA INSERIRE NEL CV

Si possono usare forme diverse, l’importante è segnalare i giusti decreti. Vediamoli insieme:

Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nel cv ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e dell’art. 13 del GDPR (Regolamento UE 2016/679).

Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 GDPR 679/16.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale.

La precisazione per cui l’autorizzazione al trattamento dei dati viene rilasciata per le sole finalità connesse alle attività di selezione del personale è facoltativa.

 

COSA CAMBIA DAL 2018 E COME FARLA NEL 2019: DUE PRECISAZIONI

Cosa cambia con l’entrata in vigore del D.Lgs. 101/2018? Il Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101 ha stabilito che il consenso al trattamento dei dati personali presenti nel CV non è dovuto. Questo significa che in base alla nuova normativa sulla privacy, non è più necessario includere il consenso al trattamento dei dati nel Curriculum Vitae. Ciascun candidato può scegliere liberamente di inserirlo o meno.

Cosa succede se non si inserisce l’autorizzazione? L’art. 9, comma 1 c), del Decreto Legislativo 101 / 2018 stabilisce che, nel caso della ricezione di Curriculum spontaneamente trasmessi al fine della instaurazione di un rapporto di lavoro, le informazioni di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 196/2003, ovvero quelle che riguardano le modalità in cui saranno trattati i dati del candidato, devono essere fornite dal datore di lavoro al momento del primo contatto utilesuccessivo all’invio del CV. Questo significa che se il datore di lavoro riceve un cv privo di autorizzazione, dovrà richiedere al candidato l’autorizzazione fornendo tutti i dettagli sulle modalità di utilizzo dei dati. Solo dopo aver ricevuto questo consenso potrà utilizzarli.

 

LE LEGGI DI RIFERIMENTO PER APPROFONDIRE

Dal punto di vista della Legge ciò che regola la Privacy ed i Dati Personali in Italia è il Decreto Legislativo 196 del 30 giugno 2003 (“Codice della privacy” – Testo unico sulla Privacy della Repubblica italiana), modificato dal Decreto Legislativo 101 del 10 agosto 2018, recante «Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)».

Dal 2018, infatti, la protezione dei dati è disciplinata anche a livello europeo dal GDPR 2016/679 – Regolamento Europeo sulla Protezione Dati.  Con questo regolamento, la Commissione europea ha voluto rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini dell’Unione europea e dei residenti nell’Unione europea. Il testo è stato adottato il 27 aprile 2016 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016. L’entrata in vigore è avvenuta il 25 maggio 2018, momento a partire dal quale il Regolamento ha iniziato ad avere definitivamente efficacia.

Il D.Lgs. 101/2018, pubblicato sulla GU Serie Generale n.205 del 04 settembre 2018, con entrata in vigore dal 19 settembre, è stato emanato per adeguare il D.Lgs. 196/2003 alle norme UE. Sull’applicazione della normativa vigila l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (Garante Privacy).

 

COSA SONO I DATI PERSONALI?

Quando si parla di dati personali si intendono tutte le informazioni che identificano una persona fisica e che possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, etc. All’interno di questa definizione possiamo individuare:

  • Dati identificativi: nome, cognome, numeri di telefono, indirizzi e-mail, indirizzo di abitazione. In generale, qualunque informazione che permette l’identificazione diretta di persone fisiche, persone giuridiche, enti o associazioni.
  • Dati sensibili: quelli che possono rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, lo stato di salute e la vita sessuale;
  • Dati giuridici: quelli che possono rivelare l’esistenza di determinati provvedimenti giudiziari soggetti ad iscrizione nel casellario giudiziale (ad esempio, i provvedimenti penali di condanna definitivi, la liberazione condizionale, il divieto od obbligo di soggiorno, le misure alternative alla detenzione) o la qualità di imputato o di indagato.

COSA VUOL DIRE TRATTAMENTO DEI DATI?

Con «trattamento dei dati» il legislatore intende qualsiasi operazione effettuata, anche senza l’uso di strumenti elettronici, che riguarda: l’utilizzo, la consultazione, la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, conservazione, elaborazione, modifica, estrazione, raffronto, selezione, l’interconnessione, il blocco, la diffusione, la comunicazione, la cancellazione di dati, anche se non registrati in una banca dati.

DOVE INSERIRE L’AUTORIZZAZIONE?

Generalmente, si consiglia di inserire la frase a fine pagina nel Curriculum Vitae, accanto allo spazio per lasciare una firma che ne attesti la proprietà e la veridicità.

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